Esiste un unico precedente fra ELAchem Vigevano e Tema Sinergie Faenza, risalente al 5 settembre 2021, quando le due squadre si affrontarono nella semifinale della Supercoppa di Serie B, con la vittoria romagnola per 72-69. Di quella sfida non è rimasto più alcun giocatore, ma almeno due sono i punti di contatto fra le due squadre e riguardano Faenza. Oltre a coach Lorenzo Pansa, allenatore gialloblu nelle ultime due stagioni giocate in serie A2 e oggi seduto sulla panchina della Solaris, nella dirigenza romagnola è presente Luigi Garelli, direttore tecnico del club, un'istituzione dalle parti di Vigevano, avendola allenato in due occasioni (dal 2001 al 2004 in B d’Eccellenza e dal 2008 al 2010 in A Dilettanti), conquistando una indimenticata promozione nella stagione 2008/09, arrivando nei quarti di finale playoff del secondo campionato nazionale nel 2009/10, dove fu votato come miglior allenatore della categoria.
"E' stata una buona stagione, caratterizzata da alti e bassi come era nelle previsioni - racconta l'ex tecnico bolognese -. Abbiamo abbassato, almeno inizialmente, l'età media della squadra da 28 a 23 anni, che ha raggiunto l'obiettivo stagionale dei playoff, magari passando dalla porta di servizio, ma ce l'ha fatta, rispettando il progetto. I ragazzi hanno lasciato qualche punto per strada contro avversarie sulla carta abbordabili, bilanciandolo con qualche colpaccio insperato. vedi la vittoria sulla Virtus Roma La strada di puntare sui giovani, così come ha fatto Vigevano che comunque dispone di un budget superiore al nostro, è per un certo senso obbligata. I budget attuali in serie A2 superano in qualche caso i 2 milioni di euro, pensare di salire di categoria per non riuscire a tenere il passo non ha senso. E' un discorso che cresce di pari passo con l'educazione del pubblico nel comprendere che queste stagioni vanno giudicate in base alle possibilità della squadra. Non vedo altre strade".
Dopo tanti anni di militanza sulla panchina, Garelli ha intrapreso una "nuova" carriera: "Quando contribuii nel 2015 a rifondare la società di Forlì, sostenni il doppio ruolo di allenatore e direttore tecnico, qui a Faenza ho optato per un unico ruolo. Un conto è fare scelte tecniche in campo, un altro è programmare gli obiettivi di una società, al livello attuale non è più possibile svolgere entrambi contemporaneamente. I tempi sono cambiati, ho sempre avuto nella testa di riciclarmi in un'altra veste e se qualcuno mi chiedesse di tornare in panchina nella prossima stagione, risponderei di no. Mi sono dato un paio di anni, vedremo cosa succederà".
Un ultimo pensiero, inevitabile, è per l'avversario di turno. "Temiamo tutto di loro, è una squadra che ha tutto al posto giusto, su un campo dove il tifo conta tantissimo. Sarà una sfida molto difficile, personalmente ci sono due posti del cuore: Vigevano perché ho ottenuto i risultati più belli che hanno permesso di svoltare alla mia carriera, e Forlì perché ho fondato una società dal nulla ed è la città nella quale vivo. La soddisfazione della vittoria in campionato nel 2009 è impareggiabile, ma la stagione successiva fu ancora più esaltante, nonostante le difficolta incontrate. Non vedo l'ora di salutare i tanti amici che ho lasciato".